|
L’Istituto comprensivo di Arco è inserito in un
contesto storico, culturale ed ambientale di estremo interesse.
L’istituzione scolastica è composta da cinque plessi,
due ad Arco, uno a Bolognano, uno a Massone ed il quinto a Vigne, nel vecchio
comune del “Romarzol”. Tra le diverse sedi comunque il tessuto urbano si è
fortemente strutturato, fin dalla realizzazione del “Kurort”, la stazione climatica di soggiorno asburgica
sorta a metà ottocento oltre le mura medioevali.
Ci sono alcune differenze tra la realtà “cittadina” e
quella delle frazioni ancora caratterizzata
dai segni della cultura della vecchia realtà contadina. I due aspetti
sono complementari, giacché, dalla citata nascita della zona di cura, Arco
mantiene questi due aspetti, che per una istituzione scolastica sono fonte di
ricchezza da un punto di vista culturale. Arco e i suoi paesi, dunque, si
prestano a varie letture e tutte di estremo interesse.
Dal punto di vista protostorico e storico diversi sono
le testimonianze e i reperti rinvenuti sul territorio. Rappresentano, se
attentamente lette, l’origine delle popolazioni locali, i diversi passaggi di
popoli e genti che, in modo più o meno intenso, hanno vissuto e “interagito”
nel Basso Sarca.
Dal punto di vista architettonico si può partire
dall’alto medioevo di cui il castello sulla rupe, recentemente restaurato,
costituisce un valido esempio unitamente ai resti della vecchia cinta muraria.
I vecchi quartieri di Stranfor e di Sant’Anna, perfettamente conservati, narrano
l’evoluzione del borgo entro le mura.
La cittadina conserva numerosi antichi palazzi della
casata dei conti d’Arco, antichissima famiglia comitale, le ville asburgiche,
il Casinò, il Palazzo dell’Arciduca d’Austria e in generale tutto l’impianto
urbanistico del “Kurort”; essi testimoniano un’operazione “turistico-culturale”
che proiettò Arco ai vertici del residenzialismo blasonato della Mitteleuropa
del secondo Ottocento. Le infrastrutture turistiche del secondo dopoguerra
completano il quadro, reso ancor più complesso dalla presenza di numerose
strutture ex-sanatoriali testimoni di un’emergenza sanitaria tra le due
guerre.
Il microclima mediterraneo, i giardini, le olivaie ben
curate e i campi ancor coltivati rappresentano un altro motivo di interesse per
un’indagine culturale e formativa dell’istituzione scolastica.
Questo contesto ambientale costituisce, per la scuola,
un’inesauribile fonte di spunti: la corona
di montagne, la vicinanza di laghi grandi e piccoli, particolarità botaniche,
alpeggi e insediamenti montani si prestano per innumerevoli percorsi di analisi
ed approfondimento. Convivono in questo quadro una zona industriale a Linfano,
artigianale in località “Grazie” e numerosi insediamenti commerciali sull’asse
viario Arco-Riva.
|